Poco fuori dal nucleo medievale di Fossa, come un vero e proprio scrigno,
la severa struttura gotico - cistercense della piccola chiesa di Santa Maria
ad Cryptas, conserva al suo interno i tesori pittorici più importanti d’Abruzzo.
Subito superato il portale borgognone sorvegliato da leoni scolpiti, si rimane
sopraffatti dalla ricchezza di forme e colori che si distendono nell’ambiente
ad aula unica, dal profondo abside quadrato. Due, sono i cicli pittorici
principali, uno tardo duecentesco che dal presbiterio si inoltra, nella navata,
sulla parete destra fino a coprire tutta la controfacciata e l’altro, sulla
parete a sinistra con Storie della Vergine, opera di maestranze senesi del
Trecento, realizzato probabilmente in seguito al terremoto del 1349.
All’interno del presbiterio si possono ammirare gli episodi essenziali della
Passione di Cristo. Al di sotto della Deposizione, il committente degli affreschi
duecenteschi si fece raffigurare insieme ai componenti della sua famiglia
che, recenti studi, hanno riconosciuto in quel Morel de Saours, feudatario
francese della corte di Carlo d’Angiò, governatore dell’importante feudo
di Ocre dal 1269 al 1283.
Sulle pareti dell’aula principale si sviluppano, dal fondo, le storie vetero-testamentarie
della Creazione del Mondo, nella parte mediana della campata stanno le figure
di sei Profeti a cui si susseguono il Ciclo dei Mesi (con sei scene) e Tre
Patriarchi con le anime “in seno di Abramo”, sopra i quali si stagliano le
figure dei Santi cavalieri Giorgio e Maurizio. Sulla controfacciata il Giudizio
Universale si articola su più fasce con la divisione delle anime meritevoli
da quelle dei dannati. Le scene sono opera di diversi pittori, tra i quali
è riconoscibile l’intervento di Gentile da Rocca che firma e data la Madonna
del latte (1283) oggi al Museo Nazionale d’Abruzzo.
Del XV secolo la realizzazione dell’edicola con l’Annunciazione (1486) firmata
da Sebastiano di Cola da Casentino, pittore rinascimentale, mentre di fronte
è raffigurata la Madonna del Rosario di Giovan Paolo Cardone (1569 – 1586);
sul fondo della navata a sinistra, una loggia coperta e affrescata del XVI
secolo. Visitabile la piccola cripta sotto il presbiterio, con primitivo
altare in pietra.
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