La chiesa è l’ultimo capoquarto nella suddivisione della città di L’Aquila,
fatta nel 1276, dal regio capitano Lucchesino da Firenze, centro quindi religioso
ed al contempo amministrativo del quartiere a cui faceva riferimento il castello
di Roio.
Il tempio, dedicato ai Santi Marciano e Nicandro, ufficiali romani martirizzati
nel 304 a Venafro, dà nome alla caratteristica piazza ornata al centro da
un graziosa fontana e coronata tutta intorno da palazzi storici tra cui Palazzo
Moscardi del secolo XVIII.
Dell’edificio originario, distrutto dal rovinoso terremoto del 1703 e ricostruito
in dimensioni minori, rimangono i resti lapidei della zona absidale e della
parte inferiore della facciata.
Il prospetto a coronamento orizzontale tipicamente aquilano appartiene nella
parte inferiore, tripartita da lesene e ornata dal ricco portale, ai primi
del XIV sec., mentre la parte superiore, con un oculo in luogo dell’originario
rosone, è frutto di un restauro avvenuto dopo il terremoto del 1915. Degni
di nota sono i rilievi dei capitelli del portale, a sinistra sono scolpiti
i simboli dei quattro Evangelisti mentre sulla destra è raffigurata la Adorazione
dei Magi.
Ancora all’esterno, pregevole lunetta raffigurante la Madonna col Bambino,
già facente parte del monumento funebre del cardinale Amico Agnifili nel
Duomo, sistemata sul fianco laterale destro della chiesa dopo il terremoto
del 1703 e attribuita allo scultore Silvestro Aquilano operante alla fine
del XV sec..
La sistemazione barocca dell’interno ha modellato uno spazio unitario comprendente,
sulle pareti laterali, quattro altari e, sulla parete di fondo, una decorazione
animata da tre eleganti edicole.
Degni di rilievo gli affreschi con Santa Caterina d’Alessandria del XIV sec.
e quelli rinascimentali con i Santi Marciano e Nicandro e Storie della loro
vita (in controfacciata); la statue di San Pietro e San Marciano di scuola
di Pompeo Cesura; il dipinto della Concezione di Francesco Bedeschini (primo
altare a destra).
Alzando lo sguardo si ammira la profusione di verdi e di ori della cantoria,
opera di intaglio del Settecento mentre, il soffitto ligneo piatto riporta
un grande olio su tela di Gaetano Sogliaceroni raffigurante la Madonna con
i Santi Marciano e Nicandro.
Bibliografia:
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