Situata sulla piazza principale, l’antica “Piazza del Mercato”, la Chiesa
di Santa Maria del Suffragio, meglio conosciuta dalla popolazione locale
con il nome di “Le Anime Sante”, caratterizza il vasto spazio antistante
con le sue volumetrie barocche, imponenti e al contempo eleganti, costituendone
l’effettivo centro focale.
La chiesa nacque idealmente il 30 settembre 1708, allorquando la Curia aquilana
concesse alla ricca Confraternita di Santa Maria del Suffragio di erigere
un nuovo luogo di culto successivamente al crollo della precedente sede,
in Via Roio, a causa dal devastante terremoto del 1703.
La raffinatezza della facciata barocca, completata nel 1775, venne in breve
tempo ad eccellere sull’intero disegno della piazza eclissando lo stesso
Duomo, la cui facciata per altro venne terminata solo nel 1928.
La novità insita nell’edificazione di questa chiesa sta proprio nel fatto
che non fu l’iniziativa ecclesiastica a deciderne la fondazione, bensì una
piccola confraternita laicale, con il sostegno dell’intera comunità cittadina,
il cui culto dei morti si era fatto più vivo a seguito del terremoto suddetto
che aveva decimato la popolazione. A testimonianza di questo, l’iscrizione
scolpita in facciata, dove la morte appare non più tanto come l’ineludibile
e misteriosa fine dell’esistenza terrena, quanto un dono misericordioso della
Provvidenza divina, il meritato ingresso a una nuova realtà ultraterrena.
La facciata è opera dell’architetto e pittore Giovan Francesco Leomporri,
che trasse ispirazione della coeva chiesa romana della Maddalena di Giuseppe
Sardi, mentre il progetto dell’impianto venne affidato all’allievo di Carlo
Fontana, Carlo Buratti.
L’interno è a navata unica voltata a botte, secondo il modello gesuitico
e l’innesto del breve transetto è contrassegnato dalla pregevole cupola neoclassica
progettata dall’ architetto romano Giuseppe Valadier.
Arricchiscono l’interno, la preziosa tela di Teofilo Patini raffigurante
Sant’Antonio da Padova, posta nella prima cappella a sinistra dell’ingresso
e il polittico dell’altare maggiore opera dell’artista Francesco Bedeschini,
esponente di una famiglia di artisti molto attiva nell’ambiente aquilano.
La controfacciata è arricchita dal maestoso organo tardo ottocentesco, opera
di Pacifico Inzoli, discendente di una delle più famose famiglie di organari
settentrionali.
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